Puma Punka: l'avamposto sulla Terra degli dèi venuti dal cielo.

14 settembre 2012

Questo contenuto richiede Adobe Flash Player versione 8.0.0 o maggiore. Scarica Flash


Tiahuanaco o Tiwanaku è un antico complesso architettonico ed archeologico della Bolivia, situato negli altopiani boliviani centrali, a 20 km sud-est del lago Titicaca nel dipartimento di La Paz . Si è pensato che fosse il centro di un'antica civiltà basata sull'agricoltura e l'allevamento, chiamato cultura Tiahuanaco, caratterizzata dalla sua architettura decorata con sculture e disegni incisi e collocati su sentieri, e che comprende il territorio attuale del lago Titicaca , tra Perù e Bolivia . Si compone di sette opere architettoniche importanti: Kalasasaya, Semi-subterráneo Tempio, Piramide di Akapana, Home Sun e Puma Punku. 

Fotografia di Arthur Posnansky 
All'inizio del XX secolo l'ingegnere austriaco Arthur Posnansky (1873-1946) dedicò lunghi anni delle sue ricerche alle rovine di Tiahuanaco. L'ingegnere concentrò i suoi studi su una zona del villaggio, dove alcune pietre erano disposte verticalmente. Da questo lo studioso dedusse che in quel luogo, migliaia di anni prima, sorgeva un osservatorio astronomico. Così il sito di Tiahuanaco richiamò altri studiosi, tra cui l'italiano Giampaolo Dionisi Piomarta, i quali scoprirono un altro sito presente a poche centinaia di metri di distanza: Puma Punku

Puma Punku e Tiwanaku sono forse dei siti archeologici che ci possono far pensare alla presenza sul nostro pianeta, in tempi antichi, di alcune civiltà  aliene? Puma Punku è uno dei siti archeologici più misteriosi presenti sul nostro piccolo globo, vicino alla più ben nota Tiahuanaco. Si tratta sostanzialmente di un campo di rovine megalitiche, sparse ovunque, come se l'intero complesso fosse stato colpito da una violenta esplosione. Chi costruì Puma Punku e  Tiahuanaco? L'archeologia classica non è stata in grado di affermare con certezza chi o che cosa, circa 27.000 anni fa, pose in opera e modellò questi enormi blocchi in pietra.  Le rovine dei due siti archeologici sono il risultato dell'ingegnosità dell'uomo primitivo o il prodotto di un potere molto più grande? Puma Punku è la prova della presenza sulla Terra di una città aliena perduta?

Puma Punku. Nel campo di rovine si trovano blocchi che arrivano a pesare sino a 1000 tonnellate. Pare quindi che ci si trovi davanti ai resti di parecchi edifici. Però è insolita la forma delle pietre, lavorate in modo così preciso da poter essere unite l'una all'altra in diversi modi, paragonabili a un moderno sistema modulare. Per fissare le pietre venivano infatti utilizzate delle cambrette di metallo, metodo conosciuto dagli archeologi dopo gli scavi di Delfi, città dell'antichità dove risiedeva uno tra i più famosi oracoli di tutti i tempi. 




Secondo Posnansky la città di pietra ubicata a 3844 metri s.l.d.m. nell’altopiano andino, conosciuta oggi come Tiahuanaco, sarebbe stata costruita circa 15.000 anni prima di CristoQuesto dato non concorda con l’archeologia ufficiale, che in base al metodo del carbonio 14 ha datato alcuni oggetti ritrovati nei pressi della città al 200 d.C. Come sappiamo però una città, come qualsiasi altro monumento in pietra è molto difficile da datare, e non sempre ci si più basare sul metodo del carbonio 14. A volte popoli successivi hanno vissuto presso il monumento che idolatravano e consideravano sacro. Il loro resti ossei o i resti ossei degli animali dei quali si cibavano sono spesso stati interrati presso le fondamenta del monumento e tutto ciò rende difficile la datazione. Posnansky faceva notare che il più grande e leggendario “Dio incarnato” che avesse mai percorso le vallate del continente sudamericano fu Viracocha, la persona suprema del mondo andino. Secondo le leggende Viracocha era apparso presso il sacro lago Titicaca e da li avrebbe rifondato la Terra dopo il diluvio. Posnansky però sosteneva che Tiahuanaco era stata costruita prima del diluvio, che lui stesso collocava temporalmente nel 9500 a.C. Secondo l’austriaco quando la città fu costruita era situata sulle sponde del lago che poi, in seguito agli sconvolgimenti del diluvio universale abbassò il suo livello di circa 34 metri, lasciando Tiahuanaco senza la funzione portuale che aveva ai suoi primordi. 
Quando gli Inca conquistarono la valle nel 1470 d.C., il settore monumentale di Tiwanaku era già stato completamente abbandonato. Gli Inca credevano che Tiwanaku  avesse avuto un ruolo fondamentale nella storia dell'umanità additandola come  il luogo in cui la loro divinità creatrice, Viracocha, creò le coppie ancestrali di tutti i gruppi etnici prima di mandarli a popolare e governare i loro rispettivi Paesi. Nel 1549, mentre erano alla ricerca della capitale dell’impero Inca, i conquistadores spagnoli guidati da Pedro Cieza de Leon, passarono dal Perù meridionale alla Bolivia scoprendo così le rovine di Tiahuanaco. A meno di cinquecento metri a nord-est di Puma Punku, gli scienziati credono che fosse un tempo il centro di una nazione con più di quarantamila abitanti e nonostante architettura, sviluppo politico, agricoltura e molti rami dell’artigianato fossero ad un livello molto alto venne abbandonata misteriosamente attorno al 1100 d.C. 
Leggende locali suggeriscono che Tiahuanaco fosse stata costruita come sito per pellegrinaggi religiosi per celebrare l’arrivo degli “dèi del cielo” nella vicina Puma Punku. I due luoghi presentano stili architettonici differenti, uno più antico che secondo le ipotesi più azzardate indicherebbe una mano aliena, e uno più nuovo realizzato dall’uomo; ma se Tiahuanaco è stato costruito per onorare questo contatto con gli extraterrestri potrebbe essercene prova tangibile?


I monoliti a forma di H ubicati nel sito archeologico di Puma Punku
Gli archeologi che hanno studiato Puma Punku e Tiwanaku sono rimasti esterrefatti davanti alla mole e alla forma insolita delle pietre che li costituiscono. Sebbene non sia stato ancora possibile appurare come sia avvenuta la distruzione dei due siti archeologici, gli studiosi hanno avuto modo di notare,confrontando la lavorazione delle pietre, che i due siti non sono sorti nella stessa epoca, altrimenti lo scambio tra le "tecniche costruttive" sarebbe stato inevitabile data la breve distanza. Nel caso di Puma Punku inoltre le devastazioni sono ancora più estese. Infatti, è quasi impossibile riconoscere la struttura degli edifici ed esistono solo poche pietre vicine l'una alla'altra, mentre a Tiwanaku, sporadicamente, è ancora possibile vedere alcuni muri. Supponendo che sia stato un terremoto a distruggere Puma Punku, ipotesi del tutto possibile data la posizione del sito, allora il suo effetto devastante avrebbe dovuto provocare ingenti danni anche a  Tiwanaku , ma poiché ciò non è avvenuto, gli scienziati presumono che Puma Punku sia molto più antica di  Tiwanaku.  Nonostante siano passati tanti anni dalla sua scoperta, l’origine di Puma Punku è ancora un enigma da risolvere e molti scienziati sono concordi nell’affermare che addirittura i ruderi di quelle straordinarie costruzioni disseminate un po’ ovunque non dovrebbero proprio esistere! Si consideri, inoltre, che:
  1. Le lastre di Puma Punku sono fatte di granito e di diorite. La diorite è una roccia estremamente dura, ma questo potrebbe non aver rappresentato un problema nella lavorazione, dato che esempi di lavorazione della diorite sono stati ritrovati in giro per il mondo. Come gli Egizi, che utilizzavano sfere di diorite per lavorare il granito, o per realizzare vasi ed intarsi di notevole qualità. Il problema è che pare improbabile che gli Egizi e chiunque sia riuscito a lavorare così finemente questo materiale fossero a conoscenza di come manipolare a livello millimetrico la roccia (alcuni intarsi sono spessi nell'ordine di decimi di millimetro, cosa estremamente difficile anche al giorno d'oggi);
  2. le cave di granito e diorite più vicine a Puma Punku si trovano a circa 60 Km di distanza dalla città. Il che presuppone una sbozzatura nella cava, il trasporto fino alla città per 20 Km tra il deserto boliviano;
  3. alcune pietre presentano delle incisioni o delle perforazioni della roccia di altissima precisione, perfettamente rettilinee e sottili (6 millimetri), oltre che parallele. Pare improbabile che siano stati fatti con strumenti di pietra o di bronzo, ma in qualche modo devono averlo fatto (alcuni teorici degli antichi astronauti credono che tali incisioni siano state  realizzate usando utensili alimentati ad energia elettrica).
Il rebus di Puma Punku sta tutto nella precisione millimetrica dei suoi blocchi a forma di H, sono tutti della stessa grandezza come fossero stati prodotti in serie con una sorta di stampo, hanno linee perfette, scanalature levigate, fori di estrema precisione e cosa incredibile, sembrano fatti per essere assemblati a incastro, al fine di creare megalitiche muraglie e insolite costruzioni. Molti ingegneri sono rimasti stupiti e ammirati da cotanta perfezione millimetrica, che sarebbe difficile da ottenere anche al giorno d’oggi con i moderni mezzi in nostro possesso. Questi enormi blocchi sono composti di diorite, una pietra vulcanica dura quasi come il diamante, come potevano quegli uomini antichi tagliarli e scolpirli con tale precisione? Nel 1960 il governo boliviano ha compiuto scavi e riportato alla luce il “Tempio Sotterraneo” di Tiahuanco e sulle mura della sua corte quadrata, sono incastonate centinaia di teste di pietra che presentano caratteristiche molto diverse l’una dell’altra. Se osservate con attenzione, è possibile riconoscere volti di persone con nasi ampi o sottili, con labbra carnose o fini, che indossano turbanti, persino dal teschio allungato. Sembrano rappresentare ogni tipo e ogni forma di teste umane che esistono sul pianeta non solo quelle delle persone locali, due di queste hanno attirato l’attenzione di coloro votati a dimostrare il contatto alieno. Bianche di colore, hanno la forma del cranio particolare e grandi bulbi oculari che ricordano da vicino le moderne rappresentazioni degli alieni grigi. 
Un’altra scultura ha generato molte discussioni attorno a sé, vale a dire quella che si trova al centro del quadrilatero che aveva all'epoca funzione di tempio, identificata da alcuni ricercatori con il “dio creatore” Viracocha; questa figura presenta barba e baffi, caratteristiche molto strane giacché gli indiani americani non hanno barba e baffi o quantomeno non così pronunciati, sia per genetica sia per cultura. Viracocha invece sfoggia attributi che possono essere identificati con quelli tipici delle statue della cultura sumera, se non fosse quasi impossibile riuscire a concepire come i Sumeri, una civiltà stabilitasi nel 4.000 a.C. e a 13.000 chilometri di distanza possano essere entrati in contatto con gli abitanti di Tiahuanaco.  
A rafforzare però l’ipotesi del contatto tra queste due civiltà così lontane nel tempo e nello spazio c’è un oggetto conservato al museo dei metalli preziosi di La Paz. La coppa in ceramica detta Fuente Magna, scoperta vicino al Lago Titicaca da un contadino locale attorno al 1950, presenta scritte in lingua sumera cuneiforme e iscrizioni in proto-sumero geroglifico; datata attorno al 3.000 a.C. traccia una linea diretta tra gli antichi sumeri, Tiahuanaco e Puma Punku ma potrebbe essere anche la prova dell’interazione con creature extraterrestri? Forse la risposta può essere contenuta nelle leggende del dio creatore, Viracocha e le sue misteriose origini. A dodici miglia a nord di Puma Punku, sulle vette andine, riposano le scure acque del lago Titicaca, il più grande dell’America meridionale. Stando alle leggende locali, il dio Viracocha emerse delle profondità di questo lago per creare il Sole, le stelle e da Tiahuanaco fece partire la civilizzazione di quella parte del mondo. In un secondo momento si recò a Puma Punku e qui, dalla roccia, creò gli uomini e le donne per porli poi ai quattro angoli del mondo per far diffondere il loro seme. 
I conquistadores spagnoli quando chiesero agli Inca che cosa fosse Puma Punku si sentirono rispondere che non erano stati loro, e neppure i loro padri, a costruirlo, ma che era stato fatto dagli dèi in una sola notte. Logica vuole che di fronte a una precisione e una grandiosità come quelle di Puma Punku un re avrebbe dovuto essere fiero dell’operato del suo popolo e farsene vanto, mentre in questo caso ha delegato il merito ad altri. Se così non fosse stato realmente, perché mai avrebbe dovuto farlo? Variazioni della leggenda dicono che Puma Punku sia stato costruito da una razza di giganti in una sola notte dopo che un grande cataclisma aveva raso al suolo l’intera area. Una delle primissime cronache che noi abbiamo riguardo a Puma Punku racconta che questi enormi blocchi di pietra fossero mossi e disposti galleggiando attraverso l’aria grazie al suono di una tromba, come se gli abitanti fossero a conoscenza di una particolare tecnologia basata sulle onde sonore o in possesso di un particolare oggetto dall’origine a noi sconosciuta che nel funzionare emetteva un suono simile a quello di una tromba e da questo potrebbe derivare l’analogia fatta nei resoconti dell’epoca. Al centro delle rovine di Tiahuanaco è possibile vedere quel che resta di un arco di pietra chiamato il “Portale del Sole”, alto circa tre metri e larghi quattro, tagliato e sagomato da un unico blocco di andesite del peso di più di dieci tonnellate, gli archeologi pensano che un tempo questo fosse l’entrata, o una delle entrate, che conduceva a Puma Punku; di notevole importanza, ci mostra come le persone di Tiahuanaco organizzassero i loro rituali, facendo procedere le persone attraverso portali e scalinate sempre più piccole man mano che la sacralità del luogo aumentava. Nella parte superiore dell’arco decorazioni intagliate mostrano una cinquantina di esseri alati ai lati di quello che è creduto essere il dio creatore Viracocha che regge due scettri.

Fonte:

Linkografia:









Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Post più popolari